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CALABRIA: un salto in PARADISO

Aggiornato il: mar 15

Il settimo centenario della morte di Dante Alighieri è celebrato in tutta Italia con eventi e momenti culturali unici in ricordo della vita e delle opere del Sommo. Dante rappresenta il genius loci della lingua italiana e della cultura italiana. Noi calabresi abbiamo tanti motivi, per celebrarlo degnamente. Infatti nella celebre Divina Commedia c’è tanta Calabria. Nella nostra regione, fin dall’800, la Divina Commedia è il classico maggiormente studiato e approfondito oltre che tradotto in dialetto calabrese. Dante ha raccolto nel suo poema il parlare di tutti i dialetti d’Italia; lo studioso Apollo Lumini ha censito ben 59 vocaboli del nostro dialetto, alcuni dei quali ancora oggi di frequente uso tra anziani e giovani locali (eccone qualcuno: accattare, allumare, jumara, cummattere, ammucciare, vacante, manca, guerciu, ciaramella etc.). Dante che è una mirabile guida per le cose d’Italia, della Calabria ci rammenta luoghi e personaggi importanti. Così nel Paradiso dantesco viene nominata, Catona (per alcuni l’odierna Crotone per altri località all’estrema punta della Calabria distante solo 5 km da Villa San Giovanni). Grazie all’abate Gioacchino la Calabria è presente ancora nella terza cantica dantesca «lo calavrese abate Giovacchino, di spirito profetico dotato». (Par. XII, 140-141).

Pertanto in un’Europa che spesso disconosce questa parte del sud Italia ed in un’Italia che troppe volte poco valorizza le ricchezze paesaggistiche e culturali calabresi ci pensa Dante a riservare alla Calabria un posto sicuro in paradiso.


Pietro Curatola, Fondatore, Presidente e Legale Rappresentante dell' Associazione JUMP Gioventù in riSalto.


Bibliografia:

"Calabria" di Giuseppe Inzitari, Pier Vincenzo Mengaldo - Enciclopedia Dantesca (1970)

"Dante e la Calabria, gli studi più salienti dall’800 a oggi", racconto di Martino A. Rizzo

"Dante e la Calabria" - De Chiara Stanislao